La laguna di Venezia non è sempre stata
così, anzi essa si è sostanzialmente modificata nell'arco dei secoli.
Rispetto al passato, la laguna è oggi più grande, più profonda, più piatta,
più salata, più sporca. Gli interventi dell'uomo hanno rappresentato un
fattore decisivo nel processo che ha invertito la naturale tendenza della
laguna verso l'interrimento e ha innescato l'attuale tendenza alla trasformazione
in un ambiente marino.
Per secoli i Veneziani dovettero infatti intervenire per difendere la
laguna contro interramenti e impaludamenti: era necessario allontanare
il materiale solido, sia quello trasportato dai fiumi, sfocianti direttamente
in laguna, sia quello che il mare depositava alle bocche ostruendole.
Il problema dei fondali alle bocche non fu mai risolto dalla Repubblica
di Venezia: le varie opere costruite alle bocche non si dimostrarono di
grande efficacia, fino alla costruzione dei moli iniziata nella seconda
metà del XIX secolo.
La difesa dal materiale di origine fluviale ebbe al contrario un grande
successo: le deviazioni dei fiumi Brenta e Sile, che sfociavano in laguna,
e l'allontanamento delle foci del Piave e del Po, che investivano troppo
da vicino le bocche, impedirono che la laguna si trasformasse in terraferma,
ma innescarono col tempo il processo opposto, per cui oggi la laguna perde
sedimenti verso il mare e oppone sempre meno resistenza alle forze disgregatrici.
Riassumendo, da un lato la deviazione dei
fiumi ha fatto sì che sabbia, limo e altri materiali solidi non riuscissero
più a raggiungere la laguna. Dall'altro, il flusso proveniente dal mare
si è ridotto, in parte perché intercettato dai moli, in parte perché il
trasporto litoraneo dei sedimenti è diminuito in seguito all'irregimentazione
dei corsi d'acqua. Nel contempo hanno avuto importanti effetti sull'ambiente
lagunare anche molte opere realizzate per soddisfare esigenze produttive,
come nel caso dello scavo di grandi canali artificiali che hanno innescato
meccanismi di trasporto trasversale dei sedimenti dai bassifondi e dalle
barene verso i canali.
Le cause che contribuiscono alla progressiva erosione sia dei fondali
interni che del cordone litoraneo sono comunque costituite, oltre che
dalle sabbie sottratte o perdute , anche dal sommarsi di altri fattori
quali i fenomeni naturali, il moto ondoso, la scomparsa delle fanerogame,
le tecniche di pesca.
Tra i fenomeni naturali, eustatismo e subsidenza hanno determinato
un'importante perdita altimetrica del livello del suolo rispetto al
mare che, unita alla subsidenza antropica causata dal prelievo d'acqua
dal sottosuolo, corrisponde a oltre - 23 cm. |