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La morfologia lagunare

Con le campagne di misura e gli studi avviati dal Consorzio Venezia Nuova nella seconda metà degli anni '80, è emerso che la struttura morfologica lagunare si trova in preoccupanti condizioni di degrado, a causa della perdita annuale di un milione di metri cubi di sedimenti. Dall’inizio del 1900, è scomparsa metà delle barene esistenti e si è innescato un generale processo approfondimento dei bassifondi e di interrimento dei canali, che innesca e favorisce l’espansione diffusa delle maree, a scapito della naturale propagazione direzionale lungo la rete dei canali. L’approfondimento generalizzato dei fondali – conseguente anche ai fenomeni di subsidenza e di eustatismo che, in un secolo, hanno fatto aumentare di 23 cm la profondità media del bacino lagunare – incrementa il moto ondoso generato dal vento, uno dei principali meccanismi dell’erosione. Quindi, da un lato l’estromissione dei fiumi dalla laguna, l’abbassamento del suolo e l’innalzamento del livello del mare, dall’altro l’escavo dei grandi canali navigabili, in particolare del Canale Malamocco-Marghera (ultimato nel 1970), hanno dato luogo a quelle condizioni che favoriscono la trasformazione della laguna in una braccio di mare.
L’attività del Servizio Informativo attraverso raccolte cartografiche, campagne di rilievi batimetrici e fotogrammetrici, studi sull’idrodinamica lagunare, ha consentito di arrivare ad una comprensione della reale situazione della morfologia lagunare e di avviare strumenti di analisi in grado di registrare le trasformazioni del territorio.

  carta delle barene
     
L’inquinamento lagunare
Gli studi avviati, in attuazione delle convenzioni stipulate fra il Magistrato alle Acque di Venezia e il Consorzio Venezia Nuova, a partire dagli anni '80 hanno consentito una prima valutazione della enorme quantità di sostanze inquinanti di origine agricola, industriale, civile, urbana e zootecnica, che il bacino scolante convogliava in laguna. La fine degli anni '80 era stata caratterizzata da una serie di fioriture macroalgali che avevano messo in evidenza lo stato oligotrofico della laguna, ovvero la presenza nel corpo idrico lagunare di una grande quantità di composti di azoto e fosforo (nutrienti), responsabili della eccessiva crescita delle alghe e delle manifestazioni distrofiche avvenute nelle estati del 1988 e del 1989.
L’attività del Servizio Informativo ha consentito, sulla base dei dati territoriali di grande dettaglio – riguardanti la distribuzione della popolazione residente, la dislocazione delle reti fognarie, gli usi del suolo, i rilasci agricoli, le condizioni climatiche, il funzionamento della rete idraulica, le gerarchie dei bacini e dei sottobacini idrografici – una valutazione attendibile, in termini spaziali e temporali, del carico complessivo dei nutrienti generati nel bacino scolante e di quelli trasferiti in laguna.
  mappa delle fanerogame
La comunicazione

Fin dall’inizio degli anni '90, il Servizio Informativo ha posto un’attenzione crescente ai problemi della comunicazione: per rendere facilmente consultabile il patrimonio di documenti e di conoscenze acquisite; per facilitare il reciproco scambio di dati con gli enti e le amministrazioni operanti nel comprensorio lagunare; per predisporre i piani e i programmi finalizzati all’informazione del pubblico. E’ stata quindi riconosciuta l’importanza di realizzare un maggior numero di testi illustrativi, descrittivi, esplicativi, integrati in sistemi informatici ad hoc, essenzialmente finalizzati ad arricchire le analisi del territorio e a facilitare la consultazione e l’utilizzazione dei dati territoriali. Il valore aggiunto di questi sistemi di supporto trae origine dall’ampliamento e dall’approfondimento delle analisi territoriali operate.

  carta digitale