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La luna e gli astri esercitano una forza d'attrazione sulla terra e su tutte le cose che vi stanno in essa. In particolare sull'acqua degli oceani la cui superficie si modella in modo da essere in equilibrio tra la forza centrifuga del moto della terra e la forza d'attrazione degli astri. Se esaminiamo il caso di un pianeta ricoperto in modo uniforme dall'acqua e soggetto all'azione di un solo satellite, si vede che la superficie del mare non si dispone secondo una sfera, ma secondo un elissoide, come in figura (esagerata). L'elissoide non sta fermo, ma ruota "seguendo" sempre il satellite che lo attrae. Per un osservatore fermo sul pianeta il fenomeno appare come una variazione ciclica di livello.
 
 

Quando è luna nuova, il sole e la luna sono allineati e le loro azioni attrattive si sommano.

L’ellissoide formato dal mare è molto allungato.

     
 

Mano a mano che dalla luna nuova si passa al primo quarto, il sole e la luna si mettono progressivamente in quadratura rispetto alla Terra.

Le due forze di attrazione tendono a porsi l’una perpendicolare all’altra. In queste condizioni l’effetto delle due forze è minore e l’ellissoide diventa più tozzo.

     
  Andando invece verso la luna piena le due forze attrattive tendono ancora ad allinearsi e quindi a sommarsi, dando di nuovo luogo a un ellissoide allungato.
     
 

L’ellissoide torna a essere più tozzo nel passaggio da luna piena a ultimo quarto, quando cioè le forze dei due corpi celesti tornano a essere perpendicolari tra loro.

     
 

In definitiva, per un osservatore fisso l’oscillazione della marea non è costante, ma nell’arco di un mese lunare conosce due massimi, maree di sizigie, e due minimi, maree di quadratura, chiamati “morti d’acqua”.

     

 

   
   
   
   

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