Il sistema di opere per la regolazione della marea è in grado di reggere un dislivello tra mare e laguna anche di due metri. Il MOSE è stato progettato secondo un criterio precauzionale per fronteggiare un aumento del mare sino a 60 centimetri, superiore quindi alle ultime stime riportate nel 4° rapporto dell'IPCC (IPCC 2007) che hanno previsto un innalzamento del livello del mare, nei prossimi 100 anni, compreso tra i 18 ed i 59 centimetri. Dunque anche se si verificassero gli scenari più pessimistici, Venezia e gli altri centri abitati risulterebbero protetti. Ma anche prendendo in considerazione un aumento del mare ancora più estremo, oltre i 60 centimetri, le paratoie possono essere ulteriormente sollevate oltre l’inclinazione ottimale di 45 gradi: il bordo libero delle paratoie è infatti tale che l’efficienza delle barriere risulterebbe sostanzialmente inalterata e la stabilità delle strutture non sarebbe pregiudicata. |
| Quali sono i tempi di manovra delle paratoie? |
Il tempo necessario per il sollevamento delle paratoie è di 30 minuti, quello per l’abbassamento è invece minore, di circa 15 minuti. |
difesa dalle acque alte |
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| I Veneziani hanno sempre rialzato la città per fronteggiare il progressivo aumento delle maree. Perché non continuare nella tradizione e realizzare difese locali “più alte”? |
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| Fino a che quota di marea le difese locali possono proteggere i centri abitati dagli allagamenti? |
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| Perché è aumentata la frequenza e l'intensità degli allagamenti? |
Perché dall'inizio del secolo scorso ad oggi si è verificato un abbassamento relativo del suolo lagunare rispetto al livello del mare di oltre 23 cm, dovuto all’azione congiunta della crescita del livello del mare (eustatismo) e dell'abbassamento del suolo (subsidenza). |
| E' vero che Venezia "sprofonda"? |
In un certo senso sì. Il territorio della laguna è infatti da sempre soggetto sia agli effetti dell'abbassamento del suolo (subsidenza), che a quelli della variazione del livello del mare (eustatismo). Dunque si può dire che Venezia, in quest'ultimo secolo, è “sprofondata” complessivamente di oltre 23 cm. |
| È vero che lo scavo del canale dei Petroli è una delle cause dell’aumento delle acque alte? |
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L'ipotesi che interventi come quelli citati possano ridurre i livelli di marea in laguna è stata sottoposta ad approfonditi studi e analisi, che hanno compreso anche diverse simulazioni su modelli matematici. I risultati ottenuti hanno dimostrato però che nessuno di questi interventi, preso singolarmente, può avere significativi effetti sulle acque alte. |
| Ma lo scavo dei rii, non contribuisce a combattere le acque alte? |
Lo scavo dei rii è molto importante da un punto di vista igienico-sanitario e perché favorisce la circolazione dell’acqua nei canali cittadini, ma non ha nulla a che fare con l’acqua alta, né può contribuire in alcun modo a combatterla o contenerla. E' chiaro che lo scavo di un piccolo rio cittadino non può che essere ininfluente rispetto ai livelli della marea in una laguna la cui ampiezza complessiva è di oltre 550 kmq. |
| Per la difesa dagli allagamenti, è stata presa in considerazione la possibilità di "sollevare" singoli edifici o intere parti del territorio? |
Sì, ma l'ipotesi del sollevamento di singoli edifici o intere parti di territorio è stata scartata perché, a fronte di sollevamenti ottenibili di entità decisamente limitata, permangono notevoli incertezze sia sulle modalità esecutive che sui risultati. |
| Che cos’è il MO.S.E.? |
Spesso si è confusa la struttura “a torri” del M.O.S.E. con l'opera di difesa dalle acque alte e molti hanno pensato che le opere mobili fossero costituite da tanti MO.S.E. allineati l'uno accanto all'altro in corrispondenza delle bocche di porto. In realtà, nella configurazione definitiva delle bocche di porto tra le paratoie non è prevista alcuna struttura aerea intermedia e le opere, quando non sono in funzione, sono completamente invisibili. |
| E’ vero che con la chiusura delle bocche di porto, la laguna si ridurrebbe ad uno stagno? |
Non è così. Gli effetti delle chiusure delle bocche di porto sull'ambiente sono stati studiati e sottoposti ad approfonditi studi e analisi, che hanno compreso anche diverse simulazioni su modelli, tra cui il modello idrodinamico e quello ecologico della laguna. |
| Quando le paratoie mobili sono in funzione, non potrebbe comunque verificarsi un'acqua alta a causa delle piogge e dei fiumi? |
In realtà no, poiché la gestione delle opere mobili prevede che la chiusura delle bocche di porto avvenga in tempo utile affinché in laguna rimanga un invaso tale da potere ricevere, senza conseguenze, i contributi d'acqua dovuti all'effetto combinato di tutti i fattori che potrebbero diversamente allagare i centri abitati, anche se di soli pochi centimetri. Mantenere un livello basso di marea in laguna può, anzi, limitare lo straripamento dei fiumi nel territorio retrostante. Oltre che del contributo delle piogge e dei fiumi, si è tenuto conto anche dell'acqua che dal mare entra in laguna durante le manovre di chiusura delle bocche di porto (durata 30 minuti) e di quella che passa tra paratoie contigue. |
| Cosa succederebbe se le paratoie, in funzione, “crollassero” tutte simultaneamente? |
Premesso che questo “crollo” potrebbe accadere unicamente nel caso di un sabotaggio condotto simultaneamente in tutte le tre bocche di porto, anche in questa irrealistica situazione non vi sarebbe alcun rischio che un’onda anomala si propagasse in laguna, come accadrebbe nel caso del “crollo” di una diga. |
| Le strutture metalliche, se tenute per lungo tempo sott’acqua, si riempiono di incrostazioni e vengono corrose. Questo non accadrebbe anche alle paratoie? |
Non bisogna farsi ingannare dall’apparenza: le superfici di opere sommerse portano sempre incrostazioni e sembrano sempre sporche, ma non per questo le strutture sono compromesse o sono intaccate dalla corrosione. Non per niente, da numerosi decenni, in diverse parti del mondo, sono regolarmente in esercizio in ambiente marino un gran numero di opere con parti metalliche sommerse. Il progetto delle opere mobili prevede comunque che tutte le parti metalliche del sistema di difesa vengano periodicamente rimosse per essere sottoposte a regolare manutenzione. |
| Le opere per la regolazione delle maree potrebbero funzionare anche per quote diverse da quella stabilita di 110 cm? |
Certo, una delle principali caratteristiche del sistema è la totale flessibilità nella gestione. Le opere sono tecnicamente in grado di difendere i centri abitati lagunari anche da maree inferiori: il livello di 110 cm non è, infatti, un limite funzionale ma la quota di alta marea a cui si chiudono le paratoie. |
| In quanto tempo si possono realizzare le opere per la regolazione delle maree? |
La realizzazione delle opere potrebbe essere ultimata in otto anni dalla consegna dei lavori. |
| E’ vero che la chiusura delle bocche di porto causerà la devastazione degli ambienti litoranei e costieri? |
No. Non ci saranno né devastazioni, né “sfondamenti”. Il rinforzo complessivo dei litorali mediante la costruzione di nuove spiagge, di scogliere sommerse, di pennelli e di diaframmi antisifonamento è già stato quasi interamente realizzato dall’Adige al Piave, e oltre. E il completamento avverrà ben prima della realizzazione definitiva delle opere per la regolazione delle maree. |
| Cosa sono le difese locali? |
Sono interventi che hanno l’obiettivo di difendere le parti più basse dei centri abitati dagli allagamenti più frequenti e che si attuano attraverso un complesso sistema di opere che comprende: il rialzo della quota di rive, fondamenta e pavimentazioni pubbliche per impedire il sormonto delle rive da parte dell'acqua; la realizzazione di un articolato insieme di interventi tali da proteggere gli abitati sia dagli allagamenti dovuti a infiltrazioni e rigurgito dai tombini, sia da sifonamento; il consolidamento della stabilità delle rive; il parallelo riordino dei sottoservizi. |
| Perché le difese locali, da sole, non possono risolvere il problema delle acque alte e sono necessarie anche le paratoie mobili? |
Perché in centri storici di antica data, come Venezia e Chioggia, il rialzo della quota di rive e pavimentazioni ha limiti precisi, oltre i quali è impossibile procedere, senza compromettere ed alterare l’aspetto della città, dei suoi elementi architettonici e monumentali e di paesaggio urbano. |
| Quante paratoie saranno necessarie per regolare le maree e come saranno disposte alle tre bocche di porto? |
Complessivamente le paratoie saranno 78. Per la bocca di porto del Lido, che è la più ampia, verranno posizionate due schiere di paratoie, collegate da un’isola artificiale: il canale più a nord, quello di Treporti, sarà protetto da 21 paratoie, quello di San Nicolò da 20 paratoie. Alla bocca di Malamocco sarà in funzione una schiera con 19 paratoie, mentre alla bocca di Chioggia le paratoie saranno 18. |
| Quando si parla di flessibilità del sistema Mose a cosa ci si riferisce? |
Significa che il MOSE non è un sistema rigido, ma può essere gestito a seconda delle esigenze. Quindi in caso di evento eccezionale si interviene con la chiusura temporanea di tutte e tre le bocche di porto, oppure, in alternativa e a seconda dei venti, della pressione e dell’entità della marea si può utilizzare per una chiusura differenziata delle bocche di porto od ancora per chiusure parziali di ciascuna bocca, essendo le paratoie indipendenti l’una dall’altra. |
| Nel corso degli anni, ma anche più recentemente, sono state avanzate diverse ipotesi per la difesa di Venezia. Perché è stata scelta la soluzione offerta dal sistema MOSE? |
Una quindicina d’anni fa sono state progettate e proposte una serie di strategie di difesa e di tipologie di opere destinate a fermare le maree alle bocche di porto. Tali soluzioni sono state esaminate e scartate in quanto ritenute non valide o inefficaci. La soluzione adottata, il MOSE, valutata e scelta dagli organismi preposti, è frutto di un lungo iter di studi, analisi, sperimentazioni, adeguamenti, prescrizioni e verifiche. Sono state effettuate numerosissime analisi matematiche e prove su modelli fisici; inoltre, per la messa a punto del sistema, ci si è avvalsi della collaborazione di università, centri di ricerca a livello nazionale ed internazionale, di enti specializzati e di singoli esperti. A partire dalla decisione del Comitatone del 2003, il compito del Magistrato alle Acque è quello di eseguire un preciso progetto, approvato con la collaborazione di tutti i livelli di governo del territorio. |
| Il MOSE è un’opera più costosa e invasiva rispetto ad altre soluzioni? |
La maggior parte delle proposte alternative comporta il rialzo dei fondali alle bocche di porto in modo molto significativo, con conseguenze immediate sull’ambiente lagunare, sui ricambi d’acqua e sulle attività portuali e non hanno alcuna efficacia sull’evento d’acqua alta devastante. Il MOSE non altera il ricambio dell’acqua e da subito può contrastare l’evento estremo. Inoltre, per quanto riguarda i dubbi sul funzionamento del MOSE va ribadito che alle spalle dell’opera ci sono anni di studi, sperimentazioni, controlli, certificazioni, ad iniziare da quella del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre nessuno ha mai misurato in modo dettagliato le problematiche ambientali ed economiche delle soluzioni alternative. Alcune di queste sono molto più impattanti del MOSE sia sull’ambiente che sulle attività del porto e assai più costose. |
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